Padre_scopa_figlia_vogliosaLa vita all'interno di casa propria può essere frustrante, ma a volte, nonostante le dovute precauzioni, può divenire piacevole a livelli inaspettati. Quello che mi è successo ha dell'incredibile ma non sarebbe mai avvenuto se non vivessi con due donne: mia moglie Carla, una donna bellissima bionda con due tette enormi che è stata sempre fonte di invidia per i miei amici e colleghi, e mia figlia Gianna che da quando ha compiuto 19 anni sembra essere sbocciata come un fiore ed assomiglia incredibilmente a quella gran figa di mia moglie quando era giovane e tonica, le sue forme prorompono sporgenti e sicure ma senza eccedere, fatto sta che accende il desiderio dei ragazzini e di adulti navigati. Sono un uomo che ormai va per la cinquantina e da quando faccio un lavoro che mi permette di rimanere in casa per molto tempo ho avuto il modo di rimanere più spesso con la mia famiglia. La situazione dopo qualche mese però è cambiata, mia moglie è divenuta sempre più assente a causa del lavoro e nonostante il suo modo di essere zoccola non l'ha mai abbandonata. Anche se lei non lo sa io sono perfettamente cosciente del fatto che veda almeno tre amanti diversi alla settimana ma quello di cui non è a conoscenza lei è decisamente più grave! Ero a casa in una caldo pomeriggio di settembre facendo lavoretti fai da te quando Carla mi chiama tutta affannata dicendomi che non sarebbe tornata per cena e che probabilmente l'avremmo rivista per la mattina dopo... la solita troia. Mi consolava però l'idea che di li a poco sarebbe tornata da scuola la mia cara Gianna sempre molto buona con me e che la sua vista e compagnia mi avrebbero aiutato in quel noiso pomeriggio come tanti altri, solo che quel giorno era diverso. Erano già le cinque e non era ancora tornata a casa e cominciavo a spazientirmi quindi la chiamai piuttosto in ansia solo che quando mi rispose era evidentemente ubriaca e mi disse che ero uno sfigato e che avrei fatto meglio a non farmi più sentire e c'erano delle voci di uomini vicino a lei che facevano scaturire in me una gelosia innata, come se volessi impedire anche a lei di lasciarmi da solo. Quindi con un raggiro riuscii a farmi dire dov'era e partii con l'auto per andarla a recuperare a casa di questi "amici". Parcheggio fuori da questa grande abitazione in stile villa che, anche se non era troppo grande, aveva una bella piscina, due piani e uno stormo di ragazzi e ragazze che si aggiravano in festa e in preda alla droga e all'alcol per questa casa ormai devastata dalla bolgia festaiola che la presidiava. Entrai dal cancello aperto e chiedendo a destra e manca dove potesse essere Gianna, mi venne indicata la stanza di sopra dove notai una cosa agghiacciante...Gianna la mia bambina... era all'interno della stanza del secondo piano coi i sui bei seni spalmati sul vetro della porta del balcone e la sua figa rasata sbattuta con violenza da uno sconosciuto energumeno che le teneva i fianchi. La rabbia e la gelosia presero il sopravvento e senza attendere un secondo salii le scale solo che decisi di attendere qualche istante prima di entrare nella stanza del misfatto. Le urla di mia figlia echeggiavano per tutto il piano, e non solo le sue, quel pianerottolo era invaso da rumore e odore di sesso tanto che fui avvolto da un senso di nostalgia per i miei anni da scapolo, ero bello ed aitante a quei tempi e la sensazione che avrei potuto essere uno di quegli studenti tanto vogliosi e spensierati iniziò ad eccitarmi spropositatamente, ma la mia indecisione terminò nel momento in cui realizzai che anche mia moglie sicuramente stava facendo sesso con qualche sconosciuto e l'idea di essere tagliato fuori mi colpì come una sportellata sul naso quindi rinvigorito dalla mia ira, così aprii lentamente la porta. Erano li di spalle a me e non mi avevano neanche sentito entrare, lei continuava a dimenare avanti e dietro in suo culo perfetto mentre quell'essere immeritevole continuava a sbattersela di gusto tenendole i fianchi e facendola gridare in mia presenza. In un primo momento mi sentivo paralizzato poi, deciso a toglierlo di mezzo chiusi a chiave la porta che dava sul pianerottolo e mi avvicinai alla porta a vetri e senza batter ciglio strappai quella bestia da mia figlia e con tutta la forza che avevo lo spinsi fuori dalla stanza chiudendolo sul balcone, facendo un po di baccano, ma senza che la mia piccola lo abbia notato veramente, doveva essere strafatta di chissà quale droga sintetica tanto che quando le girai il volto verso di me lei, di tutta risposta, sorrise baciandomi sulle labbra senza riconoscermi minimamente. La situazione sembrava essere finalmente sotto controllo solo che Gianna continuava ad ansimare chiedendo <<ancora, ti prego>> oppure <> e in quel preciso momento mi resi conto che era diventata come sua madre ed esplodendo tra la collera e l'eccitazione la strappai da quella vetrata e la gettai sul letto bagnata e vogliosa. Era un porca inaudita, dopo essersi ripresa un attimo dalla fatica non tentò neanche di guardami in faccia mentre mi afferrava per i pantaloni e iniziava a spogliarmi fino a a prendere in mano il mio cazzo duro, quando vidi il suo sguardo acceso di desiderio e il suo corpo vibrare di voglia mi eccitai talmente tanto da perdere qualunque forma di inibizione, era più figa, più dolce e più disponibile di mia moglie in questo momento e anche se sentivo che quello che stavamo per fare fosse illecito, verso la fine di quella giornata stressante non avrei potuto chiedere di meglio e quindi le afferrai la testa con entrambe le mani e cominciai a premere col mio uccello nella sua bocca. Sentivo la sua calda lingua accarezzarmi la cappella come una vera donna sa fare e la sua esperienza stranamente familiare mi diede ancora più spinta tanto da soffocarla per un po' con il mio membro ormai umido. La sua bravura e la sua foga erano eguagliabili solo da quelle della madre, questa verità rimbalzò nel mio cervello risvegliando tutta la mia rabbia repressa e fu così che la tirai a me di forza stappandogli un piccolo urlo che dopo poco venne seguito da una lunga serie di gemiti orgasmici, una volta inserito il cazzo nella sua tenera fica già bagnata e riscaldata. Era come un sogno, sentivo il suo sesso stringere intorno al mio, la guardavo ed era come se fosse mia moglie da giovane e il suo corpo sudato e gaudente sostentava la mia voglia animalesca che non veniva minimanente interrotta dal chiasso che quel tipo continuava a fare dall'esterno della porta a vetri urlando imprecando e sbattendo, mentre la fica di Gianna stava cominciando a vibrare dall'estrema soddisfazione. I suoi gemiti divennero vere proprie urla di piacere e quella zoccola allungò le sue mani vogliose sui miei fianchi facendomi sbattere dentro con maggior violenza, a quel punto la girai di schiena mettendola a pecorina e stimolando ancor di più i miei istinti animali che presero il sopravvento su di lei come un raptus di voglia colpendo dall'altro verso il basso verso il fondo della vagina. Le sue urla si fecero fortissime non ho mai sentito una ragazza gridare in maniera tanto spudorata << sì ti prego... sì mi fai venire.. ti prego continua.. sono la tua troia>>, non la smetteva più e convito a finire il lavoro incalzai senza remore in quell'antro di piacere con una lunga serie di colpi secchi fino a che non sentii il suo stomaco vibrare, il suo respiro farsi sempre più incalzante e il mio movimento lo seguiva sempre più forte fino a che non sentii, come forse anche tutti gli altri abitanti della casa, l'urlo che seguiva il prorompente orgasmo di Gianna. Di lì a poco, togliendo il mio uccello dalla sua fighetta soddisfatta, la girai supina e, poggiandomi sul suo ventre con una mano e masturbandomi con l'altra, raggiunsi anch'io l'orgasmo inondandola del mio peccaminoso sperma. Il suo volto soddisfatto mi diede una sensazione impagabile di felicità e rivincita su mia moglie e sul destino crudele che aveva portato al formarsi di questa situazione imbarazzante che sorprendentemente risolsi senza troppi intoppi una casa piena di festaioli drogati di chissa che cosa è il luogo perfetto per entrare ed uscire senza farsi troppo notare e quel ragazzo relegato fuori non l'avevo mai incontrato e non l'avrei rivisto mai più. Alla fine di ciò presi un'asciugamano lo avvolsi attorno al corpo sudato di mia figlia ed uscii dalla stanza salutando con malizia quell'omino chiuso sul balcone, la portai in macchina cercando di evitare di far conversazione con chiunque. Raggiunta casa la misi nel suo letto ed, vi dirò, è strano davvero tutt'oggi sono ancora l'unico a conoscere questa storia per intero ed è invero stata la mia vendetta personale contro Carla, mia moglie, capace solo di dare alla luce ed educare una troia identica a lei.

Voto:
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars

Visto: 5.427 views
Durata:0:00
Data:luglio 1, 2014