Ammucchiata_diciottenni_troie Era maggio e da sempre, come tutti gli anni, i ragazzi del paese si incontravano di mattina, per le stradine, cercando un luogo o un modo in cui uscire dalla routine pomeridiana di provincia per poi perdersi in lunghe scampagnate che, data la posizione del paese, potevano avvenire tra irti alti piani e vallate verdeggianti. I giovincelli di cui vi andrò a raccontare abitavano in via Pandora e si frequentavano dall'infanzia. Erano circa una decina e si vedevano tutti i pomeriggi da ormai tutta la loro vita da adolescenti e, come di consueto, si trovavano tutti sotto casa di Laura aspettando che il gruppo si fosse riunito tutto. Erano già lì le quattro ragazze che attendevano la compagnia maschile anche se erano ben coscienti che per la fantomatica finale di coppa italia i ragazzi sarebbero rimasti relegati nel bar per ammazzarsi di calcio. Gianna era slanciata, dalle forme prosperose, bionda con gli occhi chiari come la sua carnagione candida e delicata, ma il meglio stava nella scollatura, infatti la ragazza nonostante fosse una delle più giovani portava una quarta abbondante e non appena qualcuno vi posava lo sguardo si sarebbe trovato a breve a che fare con il suo sguardo pietrificante, Alessia invece era un po più bassa e snella di Gianna e sfoggiava il suo corpo da ragazzina che faceva innamorare a destra e manca, gli occhi neri come la pece e una presenza da top model, Laura era la piu alta e la più magra di tutte, aveva un culo che parlava per quanto era tondo e sodo, gli occhi castani e i capelli neri lunghi, era quella a cui piacevano di più le gite fuoriporta e in un certo senso quel gruppo esisteva quasi solo grazie lei che a lo amalgamava con la sua allegria e la sua decisione, infine vi era la ritardataria e timidina del gruppo Maria, carina e premurosa aveva i capelli un po corti e gli occhi verdi che ti scioglievano l'anima, a guardarla dava una sensazione di morbidezza data dalle sue curve da cioccolata e caramelle tutte da toccare e stringere. Ormai erano circa le 16 e le ragazze erano molto spazientite e rassegnate al fatto che non sarebbe arrivato nessun altro e mentre si stavano allontanando verso i campi la voce di Luigino, il più piccolo del gruppo, interruppe la marcia delle ragazze:"Aspettatemi stronze! Cosa fate andate senza di me?" disse scalpitante, "Luigino amore mio non sei andato con gli altri?" disse Alessia rivolgendosi a lui con aria piena di orgoglio "si, lo sapete che non mi faranno mai entrare nel Bar dopo il disastro che ho combinato il mese scorso", e tra le risate innocenti intrapresero la strada verso la valle ignari di come ciò che sarebbe successo da li a poco non avrebbe permesso a quei ragazzi di guardarsi più nella stessa maniera. La camminata nei campi presto terminò per far spazio alla vallata erbosa ricca degli odori primaverili dove i cinque si piazzarono all'ombra di un albero sul telo appositamente piazzato. L'aria era piacevole e le ragazze forse un po troppo rilassate "noi andiamo a fare un giro nel boschetto, siete così noiosi oggi" disse Gianna guardando Alessia che sbuffava; l'afferrò per il braccio e se la trascinò verso il vicino boschetto tra le risa rumorose delle altre due che lasciarono un'attimo interdetto Luigino. I tre rimasti al campo parlavano della scuola, della loro futura vita e dopo circa un'oretta anche di dove quelle due si fossero cacciate: "quelle troie si sarannò imboscate chissà dove" disse Laura, "Già si staranno divertendo senza di noi" rispose pensierosa Maria "se volete le vado a cercare" disse Luigino facendo il seccato, provocando immediatamente le risa delle due che lo spinsero dicendo "Vai vai! Se non ti vediamo tornare tra un po non vi aspetteremo per il ritorno" e il ragazzo cominciò a seguire la direzione presa da Alessia precedentemente. In realtà non dovette cercare molto, dopo circa una ventina di metri dall'entrata del boschetto si udivano rumori di cespugli e gemiti spesso acuti, e come guidato dal canto di quelle due zoccole il ragazzino scostò le fronde di un albero e li vi trovò le sue amiche nude e intente nel soddisfarsi tramite un sessantanove. Gianna era stesa su Alessia a sua volta coricata sul nudo sottobosco, la loro lingua affondava fiera di passione carnale nella passera dell'altra e dal sudore e dal concitamento sembrava che non avessero fatto altro da quando si erano allontanate, la mano di Gianna stringeva alternatamente i seni acerbi di Alessia che aveva afferrato l'altra puttana per i fianchi con una mano e con l'altra le stuzzicava il clitoride zuppo di saliva e umori. Luigino era sbigottito, e rimaneva li paralizzato ad ammirare di nascosto quel tripudio di passione lesbo senza riuscire a pensare a nient'altro che restare li e guardare. Preso dall'eccitazione prese la sua verga eretta e cominciò a masturbarsi cercando di fare meno rumore possibile, ma le ragazze si muovevano e doveva fare molta attenzione se non voleva essere scoperto, infatti Alessia si era messa a pecorina con lo sguardo rivolto verso il nostro timido imboscato che si era nascosto dietro l'albero affianco giusto in tempo, nel frattempo Gianna non andava tanto per il sottile e leccando e infilando con forza due e poi tre dita nella sorca bagnata di quella gran gnocca che dal piacere tremava e gridava facendo scendere un rivolo di saliva dalla bocca spalancata accendendo una nuova fame in Luigino. Sempre il più silenziosamente possibile quel ragazzotto col cazzo in mano arrivò al cospetto di Alessia ancora con gli occhi chiusi dal lavoro che stava facendo Gianna che sembrava conoscere molto bene la fighetta che si trovava in mezzo a quelle due belle chiappe scolpite nel marmo. Senza più molta esitazione e senza spiegare il perchè o il percome Luigino oramai fuori controllo afferra la testa di Alessia e gli infila la sua grossa minchia dura tutta nella bocca provocando un rifiuto istantaneo della ragazza sorpresa dall'inaspettato arrivo del giovanotto che però imperterrito continuava a tenergli la testa con forza non permettendogli neanche più di gridare. A quel punto lo sguardo di Luigino viene attirato da quello di Gianna che senza contestare ammira la scena aumentando il ritmo delle sue dita. Alessia si dimenava, la sorpresa e la successiva violenza dei due le stavano facendo perdere la testa ormai i suoi gridi venivano sommessi da quel cazzone che succhiava con sicurezza dando ancora più fervore ai due che abusavano del suo corpo. La scena viene però interrotta bruscamente dal "mioddio!" incredulo di Maria che senza che gli altri potessero accorgersene era spuntata in lontananza dalla selva seguita da Laura che pur avendo visto la scena apparentemente inusuale non si era scomposta più di tanto e silenziosa afferrava la mano della ragazzina shockata trascinandola verso gli altri ragazzi. "Ah si è portata dietro anche lei, a quanto pare oggi ci divertiremo più del solito" disse Gianna con tono smaniante a cui seguirono solo i gemiti di Alessia e Luigino che poco dopo l'interruzione avevano ripreso a praticare il violento sesso orale. Laura giunta sul posto salutò Gianna con un cenno e Alessia con un potente schiaffo sul culo facendola agitare ancora di più, e spinse Maria, molto più piccola di lei e ancora incredula, con la schiena contro il tronco di un albero spogliandola e impedendole facilmente di dimenarsi mentre cominciava a leccarle il collo scendendo lungo il suo petto. “Smettila subito Laura! Questo è sbagliato, non voglio” Maria riuscì a dire solo questo prima che Laura le tappasse la bocca con la sua lingua abusando della stessa mentre la toccava in mezzo alle gambe strappandole piccoli gridi soffocati dal suo stesso bacio. Le altre due ragazze alla vista della scena presero Luigino e lo portarono di fronte a Maria che si era acquietata, “E' tempo che conosciate l'amore senza regole” disse Gianna tenendo stretto luigino per le spalle e guidandodolo in avanti dove Laura di aprire le gambe di Maria che alla vista del ragazzo arrapato aveva ripreso a dimenarsi cercando si sfuggire alla stretta di Laura che cercò di tranquillizzarla dicendole che Luigino l'avrebbe trattata bene e che tutto quello che facevano non era nulla di così anormale. Nonostante questo la ragazza continuava a dimenarsi ma Alessia e Laura riuscivano a tenerla in alto e pronta all'atto che Gianna spingendo sul culo del ragazzo aveva iniziato. Luigino attese solo il tempo di essere spinto dentro e venire assalito dal desiderio della calda fregna di Maria che ormai avvolgeva il suo uccello. Dopo un paio di spinte l'ormai non più vergine Luigino prese un ritmo incalzante, continuava a metterlo tutto dentro e a spingere con forza provocando evidente dolore alla ragazza inerme che non poteva neanche protestare a causa della lingua di Laura nella sua bocca desiderosa di urlare. Gianna a quel punto ritornò svelta svelta in ginocchio al cospetto di Alessia deliziandola ancora una volta con un cunilingus provocandole subito un evidente quasi come se conoscesse quella bella fighetta come il palmo della sua mano, lo stesso non valeva per quel ragazzotto che era ormai intento a sfondare la figa di Maria senza interruzioni ignorando completamente tutto tranne la sua stessa voglia di piacere, allora Luigini afferrò il seno della vicina Alessia e spostò Laura per poter baciare lui stesso La piccola Maria che in quell'attimo di respiro emanò un forte gemito di dolore misto a goduria per poi venire quasi subito interrotto ancora, ma questa volta l'urlo della giovincella aveva attirato l'attenzione di qualcuno. Dall'entrata del bosco si potè udire urlare i nomi dei ragazzi erano voci maschili, probabilmente era il resto della combriccola che non avendo trovato il resto del gruppo si era addentrato nella foresta “Oh mio dio, Ci stanno cercando! Presto scappiamo o ci troveranno” disse Gianna raccogliendo frettolosamente i vestiti suoi e delle altre indicando una strada che spacciava per una scorciatoia, ”che facciamo con lei?” ribattè Laura fissando minacciosamente Maria “Se prometti di non gridare e se che raggiunsero di gran fretta. che nessuno saprà di questa storia, verrai con noi, altrimenti ti darò in pasto agli orsi. Hai capito?” continuò minacciosa, c'era poco da fare per Maria se non annuire in silenzio per poi fuggire insieme con le altre attraverso la fitta vegetazione per poi sbucare sulla strada verso il pae Quella parte del gruppo che si incontrava sempre tutti i pomeriggi sotto casa di Laura non mancò all'appello il giorno dopo, chissà che cosa avrebbero combinato quest'altra volta.

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Data:luglio 21, 2014