suora_troia_stuprata_da_due_uomini Scoperta la devozione per Dio, Annabella decide in tenera età di seguire la fede e diventare suora. Già a vent'anni passava le sue giornate in convento a pregare e a fare una vita degna di una vera fedele eseguendo perfettamente i comandamenti impartiti dal Signore di cui era molto timorata.   Un animo puro e immacolato il suo, arrivata vergine e senza aver neanche mai aver dato il primo bacio, la sua bellezza era degna di una santa e sia uomini che donne erano affascinati da lei e quella sua personalità così sottomessa e gentile. Lunghi capelli castani sempre coperti dal velo nero in testa, nasino sottile e a punta, labbra rosee e morbide, guance soffici e colorite, occhi da cerbiatta. Il suo corpo così giovane e in realtà dalle forme provocanti sempre tenuto nascosto dalla lunga tunica nera e bianca, al posto della scollatura un rosario: nessuno dev'essere indotto in tentazione dalla donna.   Nonostante tutto però non tutt i i figli di Dio sono così devoti come vogliono fare credere e il suo bel viso non passa certo inosservato per questi elementi: due giovani preti che fanno parte della comunità hanno puntato a lei anche se nella sua totale ingenuità non se n'è mai accorta, fino a che una sera chiusa nella sua stanza non riceve una visita inaspettata.   Era passata la mezzanotte ma la giovane Annabella non riusciva ad addormentarsi, qualcosa la turbava e per questo si era messa a pregare inginocchiata ai piedi del letto, quando all'improvviso bussano alla sua porta e senza neanche aspettare una risposta i due giovani entrano.   “Fratello Marco, Fratello Francesco, cosa ci fate qui a quest'ora?” “Suor Annabella, noi la sera siamo di pattuglia! Abbiamo visto la luce accesa e siamo venuti a vedere se andava tutto bene..” “Vi ringrazio ma io sto bene, ho solo difficoltà a dormire. Voi piuttosto, non dovreste essere qui, quest'ala è riservata alle donne, non sta bene!” rispose agitata Annabella “Suvvia noi ci preoccupiamo per lei, che male può essere questo?” “Ha ragione, ultimamente alcune sorelle si sono lamentate di aver sentito strani rumori provenire dalle camere da letto durante la notte, noi abbiamo il dovere di proteggere la vostra incolumità!” dissero Francesco e Marco. “Non ho sentito alcun rumore, fratelli miei, vi pregherei di lasciarmi per poter continuare a servire il nostro Signor tramite la preghiera, se non vi dispiace”   “Beh un po' ci dispiace.” il tono di voce di Marco si fece più serio.   “Sì beh noi avevamo intenzione di intrattenerci ancora un po' in effetti.”   Annabella li guardò interrogativa e anche un po' meravigliata. Ben presto la meraviglia scomparve dal suo volto, nel momento in cui uno dei due preti si avventò su di lei come una furia bloccando la sua testa contro il materasso e uno dei suoi polsi dietro alla schiena, rischiando quasi di slogarle una spalla, un'altra mano invece le coprì la bocca con un fazzoletto umido premendo pure sul naso, solo gemiti soffocati si sentivano attraverso ma ben preso neanche quelli: si addormentò senza neanche accorgersene.   Quando riaprì gli occhi Annabella era molto confusa, e aveva mal di testa. Non ricordava e non capiva dove fosse ma piano piano iniziava a riconoscere gli oggetti nella stanza, era in ginocchio sul pavimento di una delle cantine del convento ma non si spiegava come fosse arrivata lì, solo quando cerco di alzarsi in piedi si rese conto che non ci riusciva: le sue braccia erano tirate fin sopra la sua testa, i suoi polsi legati con una corda e tirando per cercare di liberarsi capì che era legata al muro. I suoi ricordi si fecero di colpo limpidi e cercò di urlare ma un bavaglio la soffocava leggermente impedendole di chiedere aiuto, e le sue speranze furono del tutto spazzate via quando si trovò davanti i due preti.   “Cara mia” Iniziò Francesco “Una vita di astinenza non è certo adatta a due uomini come noi.”   Marco si mise a ridacchiare “Hai proprio ragione. Con due verghe così...” e iniziarono a slacciarsi i pantaloni “Sarebbe un bello spreco non usarle, vero?” La povera suora era spaventata e la vista del pene la stava sconvolgendo, soprattutto sapendo che quelle due erezioni erano pronte a profana re il suo corpo illibato. Divertiti dal suo evidente spavento i due decidono di cominciare a strofinarglielo in faccia, volevano farla sentire umiliata e impotente “Senti com'è grosso e duro?” “Com'è volgare la piccola suorina con un cazzone duro sulla faccia! Come farai presentarti in paradiso con questo faccino da troia, dopo che ti avremo scopato?” “Tanto vedrai, alla fine ti piacerà.. all'inizio ti farà male ma poi vedi che una cagna come te tira fuori la sua vera natura.” le tolsero il bavaglio per fare spazio nella sua boccuccia, neanche il tempo di protestare che una minchia enorme si infila dentro a forza, le dita le chiudono il naso per fare in modo che tenga aperta la bocca. Il gusto di carne calda pervade il suo palato, sente una cappella gonfia e morbida spingere contro la sua gola mentre l'asta si struscia frenetica e avida su tutta la lingua e le sue labbra rosee spaccate dalla violenza lo stringevano cercando spazio per respirare. La sua bocca veniva violentata prima da uno e poi dall'altro permettendole a malapena di tossire dopo essere stata soffocata dai loro genitali, faceva tutto il possibile per non svenire ma allo stesso tempo nella sua testa albergava la disperazione, i loro bacini si scontravano ritmicamente contro al suo volto rigato di lacrime bagnandolo anche di saliva e liquido seminale, le loro palle gonfie erano pronte a svuotarsi dentro di lei.   Quando ormai credeva che la sua mascella fosse praticamente slogata finalmente arriva una tregua, ma è solo un briciolo di sollievo dal momento che le loro mani ora erano sul suo corpo e la stavano spogliando dalla sua veste nera e bianca letteralmente strappandogliela di dosso, scoprendo il suo corpo formoso: era magra e affusolata ma il suo sedere era bello tondo e tonico, come il suo seno d'altro canto, così prosperoso e invitante, sembrava appartenere a quello di una pornostar e invece era sempre stato tenuto nascosto dagli abiti da suora.. un vero spreco, sopratutto agli occhi dei due preti che letteralmente si illuminarono di fronte alla sua carne così succulenta. Ammirarono soddisfatti per un secondo la bellezza della donna resa ancora più irresistibile dalla disperazione che il suo viso esprimeva, sporca e bagnata, completamente indifesa con i polsi legati. Cercò di urlare in cerca di aiuto mentre intanto le loro mani palpavano le sue grosse tette e si intrufolavano tra le labbra umide della sua fighetta pelosa, più veniva penetrata e profanata più strillava ma era completamente inutile dal momento che nessuno poteva sentirla da li. Cercava di allontanarli scalciando e allora Marco la afferrò per le caviglie tenendola immobile e allargo le gambe sollevandola leggermente e mettendosi in ginocchio tra di esse, ora il suo sesso era esposto e non poteva fare più nulla, inevitabilmente il grosso uccello inizio a penetrarla senza nessun riguardo per il dolore che avrebbe provato ad essere sverginata: le pareti erano rigide e strette ma il suo membro si fece spazio con violenza dilatandole forzatamente, talmente fu la sofferenza da lasciarla letteralmente senza fiato e con gli occhi sbarrati, era ancora stretta e allora assestò un secondo colpo deciso per entrare completamente dentro di lei, ora le urla erano incontrollate ma le ris ate dei due sadici preti erano più forti ancora. Un rivolo di sangue stava macchiando i loro organi mentre intanto sempre più veloce si abbandonava al ritmo ancestrale del suo aguzzino mentre intanto l'altro si segava aspettando il suo turno, divertendosi di tanto in tanto a sbatterglielo davanti alla bocca ansimante o toccando i suoi capezzoli diventati comunque turgidi nonostante tutto, sì perché dietro a questo dolore così lacerante sentiva qualcosa di strano e indefinito salire dai suoi lombi, una sensazione nuova mai sperimentata prima, una sorta di calore pervadeva le sue membra e ad ogni colpo si faceva sempre più intensa così un pensiero si fece largo nella sua testa “Io... sto forse godendo? No.. non è possibile.. il mio corpo è a pezzi.. sono distrutta. Ma nonostante tutto.. questo dolore... mi piace..”.   “Dai Marco spostati, è il mio turno .” Affermo Francesco, che fece levare il suo compagno per fottersela un po' lui, con sua grande sorpresa vide che Annabella non protestava mentre si faceva largo verso alla sua fighetta, ormai era esausta e non riusciva più a contrastarli, così ne approfittò per metterla di spalle, afferrarla per i fianchi e scoparsela a pecorina, di nuovo strillò di dolore quando venne penetrata una seconda volta ma questa volta il suo grido era mescolato anche a un gemito.   Le sue natiche sbattevano ripetutamente contro il suo inguine a un ritmo impressionante, scivolava dentro di lei sbattendo contro il suo utero con estrema velocità e forza mentre le sue unghie affondavano nelle sue morbide maniglie dell'amore rendendo ancora più duro l'impatto con il suo cazzo duro, le zinne si agitavano vorticosamente sotto questi colpi ma ben presto smisero visto che dai suoi fianchi le mani si spostarono su di esse afferrandole strette strette fino a farle male, le dita giocavano con i capezzoli diventati durissimi strizzandoli con forza o stuzzicandoli un po' con il polpastrello. Annabella non riusciva a comprendere questo calore che cresceva dal basso ventre fino a passare per tutto il suo corpo e anche attraverso il suo seno, la sua mente vacillava tra pensieri incomprensibili, come se la sua razionalità fosse stata sostituita da una sorta di istinto, una voce primordiale che le sussurrava nell'orecchio ciò che realmente desiderava e quella voce diceva “... Ancora... ne voglio di più...”   La pazzia aveva sostituito la razionalità e quando Marco tentò di infilarglielo in bocca mentre era ancora a pecorina a farsi trombare da dietro, lei senza riflettere inizio a succhiare “Guarda che troia, ha già imparato a ciucciare la vacca, brava!” ora non era più riluttante, era avida e per inghiottire il più possibile della nerchia si aiutava con le spinte che riceveva stando a novanta, lo faceva scivolare dentro e le sue labbra non smettevano mai di avvolgerlo mentre con la punta della lingua riceva freneticamente il suo sapore. Una vampata pervase il suo viso mentre il suo cervello era in estasi come lo erano d'altro canto anche i due preti che di fronte all'improvvisa insaziabile voglia di cazzo della suorina, decisero di provare una nuova posizione, si tolsero e poi la sollevarono di peso come a volerlo fare in piedi, ma i suoi piedi non toccavano terra, Francesco la teneva stretta per il culo mentre lei si avvinghiava alle sue spalle per non cadere, mentre intanto il cazzo duro era tornato a penetrarla, Marco intanto con le dita la cospargeva di lubrificante e appena ritenne che fosse pronta si mise alle sue spalle, aiutò Francesco a sostenerla e poi a sua volta glie lo infilò nel culo facendola di nuovo gridare ma con un piacere fin troppo evidente. La gravità giocava a loro favore spingendola verso il basso e in due riuscivano a risollevarla facilmente rendendo così possibile questa particolare doppia penetrazione che arrivava davvero in profondità, mentre intanto il fortunato Francesco aveva davanti a sé anche le sue bellissime bocce che poppava come se fosse stato un neonato. Ormai Annabella non aveva più uno straccio di dignità, con la bava alla bocca la puttanella godeva a non finire sentendosi violata in entrambi i buchi, ormai sentiva che grazie all'inculata era completamente impazzita dal piacere e avrebbe voluto non finisse mai, stantuffata dai due pistoni che la mandavano in visibilio e con la calda lingua che giocava col suo seno ci volle poco per arrivare al climax, l'intero corpo era in balia del godimento più profondo quando sentì i muscoli irrigidirsi e il suo cuore esplodere e la mente gridare, era bollente e fradicia e ogni secondo che continuavano a penetrarla era un secondo in più che l'orgasmo durava, questa sensazione di pura lussuria si era impadronita di lei e non l'abbandonò fino a che i due preti non si ritennero soddisfatti venendo copiosamente dentro ai suoi orifizi che riempiti d alla loro calda sborra donano ulteriore piacere alla non-più-vergine suora.   Abbandonata sul freddo pavimento ancora sporca e ansimante i due preti le la minacciano per impedirle di dire a qualcuno di questa storia, la ricoprono e la riportano nella sua stanza passando inosservati durante la notte, sicuramente questa esperienza traumatica non abbandonerà mai la sua memoria ma per quanto cerchi di negarlo dentro di lei sa che questo stupro l'ha cambiata per sempre, sotto alla sua veste nera ne porterà sempre i segni, sopratutto perché ora che ha conosciuto quanto è debole e voluttuosa la carne, non vuole più farne a meno di cedere a questa debolezza.

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Data:ottobre 31, 2014